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Archivio del mese di January, 2012

“…Buona sera, Signorina, kiss me goodnight”

“Buona sera, Signorina, buona sera
It is time to say goodnight to Napoli…”

Un lunedì a tutto swing.
Trombe impazzite, tamburi, piatti. Dita veloci e lacrime amare.

La musica riempie la stanza di pelle di luna.

Arte, candele, teppanyaki, bollicine francesi e miraggi alsaziani.
Profumo di trementina, di Paradiso, di orchidea bianca.

Niente rabbia o rancore. Nessuna perdita di coscienza.
La mente cede al vuoto e al respiro…

“…Buona sera, Signorina, kiss me goodnight”.

ENGLISH

“Buona sera, Signorina, buona sera
It is time to say goodnight to Napoli…”

A Monday full of Swing.
Crazy trumpets, drums, cymbals. Fast fingers and bitter tears.

The music fills the room with moon skin.

Art, candles, teppanyaki, French bubbles and Alsatian mirages.
Smell of turpentine. Scent of Paradise and white orchid.

No anger or resentment. No loss of consciousness.
My mind gives way to the emptiness and to the breath …

“…Buona sera, Signorina, kiss me goodnight”.

30_01_12_buonasera_signorina_pg


“Pesce tu sei mio fratello, ma io devo ucciderti” - “The fish is my brother, but I must kill him”

La fotografia è immaginazione. La fotografia è interpretazione.
Capacità di oltrepassare i limiti imposti dal comune senso del pudore visivo.

Compiacere se stessi prima degli altri.

Andare oltre le apparenze e ritrovarsi d’incanto in un nuovo continente, nascosto nel “banale” fondo di una bottiglia.

Velluto blu. Cielo, mare e terra.
Coraggio, costanza e abnegazione.

“Pesce tu sei mio fratello, ma io devo ucciderti”.

ENGLISH

Photography is imagination. Photograph is interpretation.
Ability to transcend the limits imposed by the common sense of visual decency.

Please yourself before others.

Go beyond appearances in a new continent of charm, hidden in a common bottom of a bottle.

Blue velvet. Sky, sea and earth.
Courage, perseverance and dedication.

“The fish is my brother, but I must kill him”.

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La profonda, inquietante bellezza del Mar Baltico - The deep, haunting beauty of the Baltic Sea

Non ho più paura del buio. Non oggi.
La misura è colma e la speranza è una cattiva consigliera.

Tragitti del tutto personali potrebbero condurre a convinzioni errate.
Grida confuse, come nella solida notte di Phnom Penh.

Desideri abbandonati alla profonda, inquietante bellezza del Mar Baltico.

ENGLISH

I’m not afraid of the dark anymore. Not today.
The measure is full and hope is a bad counselor.

Very personal journeys may lead to misconceptions.
Confused screams, as in the solid night of Phnom Penh.

Empty desires into the deep, haunting beauty of the Baltic Sea.

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L’angusto sentiero della memoria - The narrow path of memory

Alcune parole del Doc mi costringono a risalire, passo dopo passo, l’angusto sentiero della memoria.

Un’atmosfera suggestiva. Gambe incrociate sullo zabuton, con gli shōji a proteggere il divagare dell’anima come nel ventre materno.

Edomae Sushi ai massimi livelli e quella memorabile bottiglia di Montrachet che mi uccide ancora di nostalgia.

Scampoli di sogni vissuti per davvero.
Passioni bruciate nell’arco di una notte lunga una vita intera.

ENGLISH

Some words of my friend Doc force me to climb, step by step, the narrow path of memory.

An attractive feeling. Cross-legged on zabuton, with shoji to protect the wandering of my soul as in the mother womb.

Edomae Sushi at the highest levels and a memorable bottle of Montrachet that still kills me with nostalgia.

Scraps of dreams lived for real.
Passions burned in a night long as a lifetime.

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Uno squisito tempo che fu - A delicious time that has gone

Una nuvola morbida come gli asciugamani color pesca dello Shiseido Salon di Hanoi.

Mani perfette sulla schiena. Caldo e benessere sorridente da neonato dopo bagno e crema.

Lacrime di sentimento, di pensiero. Lacrime di ciliegia e di effimera illusione.

Baci gialli, cieli rosso sangue, occhi esotici-erotici a trafiggere quel poco che rimane di uno squisito tempo che fu.

ENGLISH

A soft cloud as the towels of peach at the Shiseido Salon in Hanoi.

Perfect hands on my back. Warm and smiling happiness as a baby after bath and cream.

Tears of emotion and thought. Tears of cherries and ephemeral illusion.

Yellow kisses, blood red skies, exotic-erotic eyes to pierce what is left of a delicious time that has gone.

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Tick tock, tick tock

Tic tac, tic tac. Il tempo stringe ed i nodi vengono al pettine.

“Fu vera gloria?
Ai posteri l’ardua sentenza”.

ENGLISH

Tick tock, tick tock. Time is running out and the chickens are coming home to roost.

“Was this, glory just and true?
Sentence waits posterity”.

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A good hope before my eyes

In questo periodo non riesco a controllare i pensieri.
Saltano come folletti impazziti appena mi rilasso un attimo.

Parole in fuga, meditazione, impossibilità di creare quel vuoto mentale di cui avrei disperatamente bisogno.

La chitarra classica spagnola punge e accarezza, piange e sorride.
Piedi caldi e brividi lungo la schiena. Tanta strada alle spalle e una buona dose di speranza innanzi agli occhi.

ENGLISH

Recently I can’t control my thoughts.
They jump like crazy elves as soon as I relax a bit.

Words on the run, meditation, impossibility to create that mental void which I desperately need.

The Spanish classical guitar stings and caresses, cries and smiles
Warm feet and a shiver down my spine. A long way behind and a good hope before my eyes.

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La ragazza di Ipanema - The girl from Ipanema

Ho rivisto la ragazza di Ipanema. L’ho seguita lungo l’Avenida Vieira Souto sotto una luna da masticare.
Pelle di rame, gambe veloci e profumo di caipirinha.

Un silenzio umido interrotto dalla tristezza liquida di una Bossa Nova.
Lo sguardo rassegnato del Cristo Redentore. La Contax nella busta di plastica avvolta col giornale.

Da poco prima di Natale la mia memoria ha preso il largo, in balia di questa nostalgica, incontrollata macchina del tempo.
Buenos Aires prima, Miami poi e adesso Rio De Janeiro.

Resistere non serve. Tutti a bordo…Signori si parte!

ENGLISH

I saw the girl from Ipanema. I followed her along the Avenida Vieira Souto, under a chewing moon.
Bronze skin, fast legs and scent of caipirinha.

A damp silence broken by the liquid sadness of a Bossa Nova.
The resigned eyes of Christ the Redeemer. The Contax in the plastic bag wrapped with newspaper.

From just before Christmas, my memory is left at the mercy of this nostalgic and uncontrolled time machine.
Buenos Aires first, then Miami and now Rio de Janeiro.

I don’t need to resist. All aboard…Ladies and Gentlemen let’s go!

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Volevo diventare ballerino - I wanna be a dancer

Un lunedì in contro pendenza.

Leggerezza mentale, disincanto, appuntamenti rimandati a vite che verranno.

In testa soltanto quelle parole che dicevo spesso alla mamma:
“Io volevo diventare ballerino”.

ENGLISH

A Monday in counter slope.

Mental lightness, disillusion, appointments postponed to another life.

In my mind only those words that I used to say to my mom:
“I wanna be a dancer”.

09_01_12_volevo_diventare_ballerino_pg


Un secolo fa - A century ago

Miami 1997. Un secolo fa.

Il ritmo morbido di South Beach, la casa su Collins Avenue, le modelle latine da 1 e 80, le caraffe di Margarita, i fine settimana alle Keys, il Delano Hotel.

Grazie all’amico Fabio ed al suo “Green Game”, ho rivissuto, almeno in parte, quegli anni sregolati.

Il piacere, la rabbia, la follia e l’incertezza che, a quel tempo, furono il sale della vita.

ENGLISH

Miami 1997. A century ago.

The South Beach soft rhythm, the house on Collins Avenue, Latin models 5,9 tall, Margarita pitchers, long weekends in the Keys, the Delano Hotel.

Thanks to my friend Fabio and to his “Green Game”, I relieved - just a bit - those wild years.

The pleasure, anger, madness and doubts, which, on that time, were the spice of my life.

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