Una distanza da riempire – A distance to be filled

Ho lasciato passare le ore immaginandoti mia, tra i silenzi di un parco ai margini di Xintiandi.

Ore da calcoli e fusi orari. Insofferente lontananza, sbadate contraddizioni, passeggiate senza meta, inutili riti propiziatori.

Una distanza da riempire con il profumo arrogante di te, che decidi come e quando. Cosa e dove.

Una distanza che amplifica il desiderio di un uomo ormai a corto di parole.

ENGLISH

I left the hours running away while imagining you’re mine, among silence of a park on the edge of Xintiandi.

Hours of calculations and jet lags. Impatient distance, careless contradictions, aimless strolls, unnecessary propitiatory rites.

A distance to be filled with the arrogant scent of you, who decide how and when. What and where.

A distance which amplifies the desire of a man with no more words left to say.

Umberto_Stefanelli

Pioggia, vento e tanta nostalgia – Rain, wind and so much nostalgia

Ti ho ritrovata in un vino profondo che aveva l’aroma dell’erba. Della vite fatta vita, dell’acqua salmastra di Puerto Madero.

Un vino da praterie immense, cieli infiniti, terra, polvere e carezze.
Un vino da baci gialli, sorrisi color crema e pensieri viola.

Un vino da diecimila passi nella Cité Bourgogne. Tra pioggia, vento e tanta nostalgia.

ENGLISH

I’ve found you again in a deep wine with a wet grass aroma; of the vine turned into life and of the Puerto Madero salty water.

A wine of vast prairies, endless skies, soil, dust and caresses.
A wine of yellow kisses, creamy smiles and purple thoughts.

A wine of ten thousand steps in the Cité Bourgogne. Among rain, wind and so much nostalgia.

Umberto_Stefanelli

Standing ovation

Ho rispolverato quest’inedito dal caotico cassetto della mia memoria.
Luoghi sovrapposti, ricordi a strati. Appunti indelebili di un tempo che incalza.

Un pomeriggio come tanti, in un cupo doposcuola di Pyongyang. Un pomeriggio unico di giacche blu e fazzoletti rossi.

Un attimo d’imprevedibile stupore e misteriosa, emozionante standing ovation.

Un’immagine molto particolare, per i quaranta di un carissimo amico.
Buon Compleanno Doc!

ENGLISH

I dusted off this unpublished picture from the chaotic drawer of my memory.
Piled up places, layers of memories. Unforgettable notes of a time which is chasing us.

An afternoon like many others, in a dark after-school in Pyongyang. An afternoon of blue jackets and red neckcloths.

A moment of unpredictable astonishment and mysterious, touching standing ovation.

A very special image, for the forty years of a very dear friend.
Happy Birthday Doc!

Umberto_Stefanelli

Bicchieri su bicchieri – Glass after glass

“Parla più forte ti telefono dal night” ripeto di tanto in tanto a mia sorella, in un medley di Caputiana memoria.
Da lì al bancone di un bar il passo è breve … davvero breve.

Amicizie improvvisate dall’insostenibile leggerezza del caso, dall’esile nulla delle circostanze. Con la complicità della fedele compagna solitudine, della sicura maestra follia.

Un brindisi da stranieri nella notte; alcool color miele e geografia immacolata.
Hong Kong, Singapore, Taipei, Roma, Parigi, Tokyo e Bangkok.
Luoghi su luoghi, bicchieri su bicchieri.

ENGLISH

“Speak louder I’m calling you from a night club” I say occasionally to my sister, quoting an old Sergio Caputo song.
From there to the counter of a bar is a short step … really short.

Friendships extemporized by the unbearable lightness of fate, by the thin nothingness of circumstances. With the complicity of my faithful companion, solitude, of my safe guide, madness.

A toast among strangers in the night; honey-colored alcohol and immaculate geography.
Hong Kong, Singapore, Taipei, Rome, Paris, Tokyo and Bangkok.
Places on places, glass after glass.

Glass_after_glass_Umberto_Stefanelli

Morbidezze zen, shiatsu emozionali e cambi di maree – Zen smoothness, emotional shiatsu and changes of tides

Sono giorni di blasfemia. Solennità da kamikaze sentimentali.
Dispensatori folli di passioni spalmabili su giostre dalle quali non vorresti scendere mai.

Morbidezze zen, shiatsu emozionali e cambi di maree.
Elementi naturali sottomessi alla mano dell’uomo che vuole, pretende e non aspetta. Né ora, né mai.

ENGLISH

These are days of blasphemy. A solemnity of sentimental kamikazes.
Crazy givers of spreadable passions on carousels from where you would never come down.

Zen smoothness, emotional shiatsu and changes of tides.
Natural elements enslaved to the hand of man who wants, demands and does not
wait. Neither now, nor ever.

Umberto_Stefanelli

Stormi di uccelli in volo su tela bianca – Flocks of birds flying on white canvas

Non si voltano le spalle alla passione dei vent’anni. Al canto irresistibile delle sirene, all’ebbrezza sfacciata di gioventù.

Stormi di uccelli in volo su tela bianca. Esperienze vissute in modalità 100 macro. Transfer erotico-sentimentali da auto-macerazione indotta e controllata.

Mentre il mio tempo vola, eternamente sospeso tra un orgasmo e l’altro.
Nell’attesa del prossimo, amplificata dal ricordo del precedente.

ENGLISH

I can’t turn my back to the passion of my twenties. To the irresistible call of mermaids, the brazen drunkenness of youth.

Flocks of birds flying on white canvas. Close-up experiences. Sentimental-erotic transfers from self-maceration induced and controlled.

While my time flies, eternally suspended between orgasms.
In anticipation for the next to come, extended by the memory of the previous one.

Umberto Stefanelli

Senza il tempo di pensare – With no time to think

“…e il treno io l’ho preso e ho fatto bene, spago sulla mia valigia non ce n’era…” cantava con infinita malinconia Francesco De Gregori.

Anch’io sono saltato su quel treno, senza lasciare alla vita il tempo di pensare.
Senza il comodo rifugio delle scuse, l’insopportabile litania del “vorrei ma non posso”.

Ho aggredito quei vagoni con la rabbia di chi non conosce attesa, l’arroganza di chi vuole, la determinazione di chi ama sempre e soltanto alla follia.

Di chi combatte senza ragione, mediazione o torto.
Di chi non conosce passato né vede futuro.
Di chi può soltanto regalarsi ad un presente, che non ammette ritardi né attenuanti di sorta.

ENGLISH

“… and I took the train and I was right to do so, my suitcase wasn’t fastened with a string…” sings with infinite melancholy Francesco De Gregori.

I have jumped on that train too, leaving life with no time to think.
Without the comfort of a shelter to regret, the unbearable litany of that “I’d like to but I can’t”.

I assaulted those coaches with the anger of those who don’t know how to wait, the arrogance of those who want, the determination of those who love always and only with madness.

Of those who fight without diplomacy, right or wrong.
Of those who don’t know the past nor can foresee the future.
Of those who can just give themselves to a present, that doesn’t allow neither delays nor excuses.

umberto_stefanelli

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